Un apologo amaro e di raggelante ironia sul senso del miracolo
Al centro del racconto c'è Christine (Sylvie Testud), una giovane donna costretta sulla sedia a rotelle dalla sclerosi multipla, che, spinta principalmente dalla curiosità e dalla voglia e evadere dalla routine quotidiana, decide di partecipare a un pellegrinaggio nel più celebre santuario cattolico. Dopo riti e abluzioni, Christine scopre con stupore immenso di poter nuovamente camminare è l'evento - un miracolo? o l'improvviso affievolirsi della malattia? - Viene accolto dai suoi compagni di dolore non come una festa, ma con rancore e gelosia. "Perché a lei e non a me?" sembrano domandarsi gli altri malati. Anche se non risparmia sospetti sul cinismo 'dell'industria' dei pellegrinaggi, il film non è irriverente: sostiene semplicemente la tesi secondo cui il miracolo non è un evento che si possa spiegare. La regista al suo terzo film rimarca i dubbi con levità. Altri interpreti: Lea Seydoux, Bruno Todeschini.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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